Giovedì 25 Ottobre 2018 – ore 15,00 – sala civica di Vago

EDUCAZIONE ALLA SALUTEDSCN 9830
Che cos’è il caffè? Una droga, uno
status simbol, un vizio, un elemento
religioso o una bevanda nociva?
dott. Vincenzo Casano

 

Prendere il caffè per molti è un’abitudine quotidiana. É un momento di pausa dal lavoro, un’attimo per liberare la mente e tornare a scoprirci più energici. Ma in quella sostanza racchiusa che beviamo, cosa si nasconde?Arabica-piantaCaffe_thumb660x453

 

Giovedì 18 Ottobre 2018 – ore 15.00 – sala civica di Vago

 

EDUCAZIONE ALLA SALUTESchermata del 2018-10-13 14-10-44
Antibiotici e batteri: un duello globale
dott. Anna Benini
(Farmacologia, Dipartimento di Diagnostica
e Sanità Pubblica, Università di Verona)

Novant’anni fa, nel 1928 Alexander Fleming scoprì la penicillina, uno dei farmaci che ha rivoluzionato la medicina mondiale e che ha permesso di curare malattie fino a quel momento mortali. Dopo la penicillina, numerosi altri antibiotici furono scoperti tanto da farci pensare che il problema delle infezioni batteriche fosse superato. Ora, nel 2018, dopo anni di utilizzo esagerato ed irresponsabile di antibiotici sia nella comunità che in ambiente ospedaliero, ma anche negli allevamenti di bestiame, ci troviamo di fronte a un preoccupante aumento di super-batteri resistenti a tutti gli antimicrobici conosciuti. E’ necessario mettere in atto delle strategie che ci permettano di combattere questi super-batteri scoprendo nuovi antibiotici, ma soprattutto salvaguardando quelli che abbiamo a disposizione e prendere coscienza del buon utilizzo di questi farmaci essenziali.
E’ una lotta globale che ci vede coinvolti tutti, medici, ricercatori, veterinari, allevatori, pazienti e popolazione, perché si sta combattendo una battaglia decisiva nella guerra alle malattie infettive di origine batterica ed è doveroso che ognuno di noi faccia la propria parte.

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Giovedì 11 Ottobre 2018 – ore 15,00 – sala civica di Vago

Schermata del 2018-06-19 18-18-51STORIA
1978 – 2018
Quarant’anni dal sequestro ed assassinio
di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse
dott. M. Zanoli

Si presenterà una breve panoramica sull’organizzazione terroristica che progettò e portò a termine il progetto di quell’atto politico e di sangue. Verranno esaminate le origini, il pensiero politico, le azioni più importanti e il fallimento finale del disegno sovversivo delle Brigate Rosse.
Anche quest’anno, l’Università Popolare di Lavagno, vuole ricordare questo anniversario, così importante, come i quarant’anni da quel tragico avvenimento, pregno di significato per il nostro Paese ed offrire ai propri iscritti, questo incontro a tema “storico-contemporaneo.

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Giovedì 19 Aprile 2018 – ore 15.00 – sala civica di Vago

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La nostra casa
“Il ritorno”
prof. Serafino Zanderigo

La Terra e i suoi movimenti principali:
rotazione, rivoluzione e precessione degli equinozi.
Conseguenze fisiche e temporali:
equatore, poli, circoli polari, meridiani e paralleli.
Fusi orari e cambio data.
Dal calendario Giuliano  al calendario Gregoriano…

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Giovedì 15 Marzo – ore 15.00 – sala civica di Vago

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Medicina Complementare e
Alternativa
Dott.ssa Anna Benini
Farmacologia, Dipartimento di Diagnostica
e Sanità Pubblica Università di Verona

Nel corso degli ultimi decenni si stanno diffondendo nel mondo occidentale, in misura sempre più estesa, diversi tipi di trattamenti, rimedi e filosofie terapeutiche, come ad esempio l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese, l’osteopatia, l’agopuntura, la chiropratica, la medicina ayurvedica e la fitoterapia che non sono riconosciuti nel contesto della medicina ufficiale. Le teorie alla base di queste pratiche rappresentano approcci alla gestione della salute e della malattia che differiscono fortemente dalla prospettiva su cui si fonda la medicina ufficiale e sono considerate un sistema di pratiche per le quali non esiste prova di efficacia o, se sono state sottoposte a verifica sperimentale è stata ravvisata  l’inefficacia e per talune di esse anche la pericolosità.
Queste discipline hanno radici antiche e considerano l’individuo nella sua completezza di corpo e spirito (concezione olistica). Si considera che In Europa non meno di cento milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di Medicine Non Convenzionali a livello prescrittivo e curativo.
Parliamone…

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Giovedì 15 Febbraio 2018 – ore 15,00 – Sala Civica di Vago

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Carità pubblica e Carità privata video-play-button
in età moderna:
povertà e infanzia abbandonata
dott. Elvira Chiosi e dott. Aniello D’Iorio

Antico come il mondo, nell’età della globalizzazione il problema della povertà si presenta drammaticamente anche nei paesi considerati ricchi. Dopo lunghi anni di una crisi non solo economica oggi più che mai si avverte la difficoltà di comprendere e definire i termini che descrivono l’ampio universo di questo fenomeno. Ricostruire, sia pure per grandi linee, la storia di alcune politiche di contrasto alla povertà messe in atto nell’età moderna può aiutare la riflessione sulle sfide dei tempi contemporanei. Il rinnovamento storiografico, avviato a partire dagli anni Sessanta del Novecento, ha portato all’attenzione e alla sensibilità delle nuove generazioni di storici i temi della indigenza, dell’emarginazione sociale e dell’assistenza. Dal XVI al XIX secolo sorsero numerose istituzioni di beneficenza, non solo ospedali per ogni sorta di malattia, ma anche ospizi per l’infanzia abbandonata. Tra le numerose iniziative avviate nelle principali città italiane quella della Santa Real Casa dell’Annunziata a Napoli riveste una rilevante importanza per le quattro opere in essa offerte: l’ospedale, la ruota per accogliere i bambini esposti e poi allevarli, il conservatorio per le fanciulle, la Chiesa. La sua storia si intreccia con quella della Città e del Regno e l’attraversa per tutta l’età moderna, offrendo la rappresentazione della presenza dei ceti urbani nella vita non solo religiosa, ma anche economica e politica della capitale, con un ingente patrimonio di terre, rendite e feudi e la creazione di un Banco di deposito e di erogazione del credito, sul modello dei Monti di Pietà dell’intera Penisola. Ancora oggi, dopo radicali mutamenti, è forse uno dei luoghi più amati dal popolo.
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Giovedì 01 Febbraio 2018 – ore 15.00 – sala civica di Vago

IL LINGUAGGIO DELLA NATURA Schermata del 2018-01-26 10-07-29
Numeri in cucina
prof. Marco Costanzi

Matematica in cucina
La matematica, disciplina apparentemente così difficile e insipida, viene proposta in questo incontro come un gustoso e attento studio che inizia dall’osservazione di alcuni oggetti ed ingredienti presenti nelle cucine di ogni casa! Un percorso che nasce dalla scoperta, dall’osservazione, dal gusto e dalla ricerca della bellezza.
Cosa c’entra in tutto questo la matematica? Ebbene sì, questa lezione vuole presentare la “matematica nel piatto”, partendo dalla scelta degli ingredienti (materie prime naturali) fino ad arrivare alle quantità e alle proporzioni nelle ricette. Un’esplorazione che illustra curiosità e argomentazioni matematicamente inaspettate, che fanno assumere all’ ambito matematico un ruolo di eccentrico protagonista. Le forme, i numeri e le proporzioni sono gli elementi necessari per la creazione di elaborazioni culinarie che appagano gusto, profumo e vista. La cucina può quindi ispirare il pensiero matematico, ma allo stesso tempo la matematica può ispirare ogni chef così come ogni artista e ogni attività creativa.
Una breve immersione matematica che incuriosisce ogni scettico e che, forse, può “far digerire” qualche argomentazione trattata nei diversi percorsi scolastici. Un sapore rotondo e pieno della cultura scientifica che appaga il desiderio di conoscere e approfondire, in maniera semplice ed esaustiva, tematiche connesse alla creazione di pietanze.video-play-button

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Giovedì 25 Gennaio 2018- ore 15,00- sala civica di Vago

TERRITORIO E ISTITUZIONIIMG_2070
Diritto tributario: La tassazione comunale
arch. Simone Albi

Il Sindaco del comune di Lavagno, architetto Simone Albi, ci illustrerà e ci spiegherà contenuti e modalità applicative di alcune imposizioni fiscali comunali, che in questi ultimi anni sono al centro dell’attenzione dei cittadini, perché toccano direttamente il portafoglio delle famiglie. Inoltre le denominazioni date a queste tasse, cambiano spesso e noi cittadini talvolta le confondiamo e comunque ne conosciamo poco dei meccanismi di calcolo.

IL SISTEMA TRIBUTARIO DEGLI ENTI LOCALISchermata del 2018-01-20 12-15-42
LA IUC (Imposta Unica Comunale)
LA TASI (Tributo per i servizi indivisibili)
LA TARI (Tassa sui rifiuti)
ESEMPI DI CALCOLO E RELATIVE ALIQUOTE
LA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI LOCALI

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Giovedì 18 Gennaio 2018- ore 15.00 -sala civica di Vago

TRA STORIA E CRONACA_MG_8189_DxO_DxO
Silvano Dal Ben ed il giallo di Otzi
La mummia di Similaun
prof. Giuseppe Corrà

Il maresciallo della Finanza Silvano Dal Ben, deceduto il 26 settembre 2014, è stato l’uomo che, grazie alla propria competenza e conoscenza dei luoghi in cui venne trovata la cosiddetta “Mummia del Similaun”, (Ötzi, più familiarmente), è riuscito a far tornare in Italia questo importantissimo reperto preistorico a cui Bolzano ha dedicato un piano completo nel nuovo Museo Archeologico dell’Alto Adige. Ma non è stata facile la battaglia innescata da questo veronese per giungere al riconoscimento della “italianità” dell’antenato venuto dal ghiaccio. Dal Ben, originario di Rovere, all’epoca del ritrovamento (il 21 settembre del 1971) era comandante della stazione del Soccorso alpino di Certosa in val Senales. Ai suoi finanzieri spettava anche il controllo di una parte dei confini nazionali. Le sue certezze che la tomba di Ötzi era in territorio italiano andavano, infatti, a cozzare contro la frettolosa decisione con cui i Carabinieri del luogo avevano demandato alla Gendarmeria austriaca le indagini su quel ritrovamento denunciato dai coniugi Erika e Helmut Simon di Norimbergaal gestore del rifugio Vent in Val Senales. Ma, alla fine, gli stessi cartografi austriaci, saliti sulla montagna per certificare i fatti, grazie alle loro triangolazioni dalle piastre di confine, gli dovettero dar ragione: Ötzi aveva dormito per secoli in territorio italiano per 92 metri e sessanta centimetri rispetto al confine di Stato. Però, anche dopo questo riconoscimento ufficiale, le autorità austriache non mollarono in fretta la loro preziosa preda. E ci vollero quasi sette anni prima che tutti i reperti legati alla scoperta giungessero a Bolzano: era il 16 gennaio 1998. Il 17 giugno del 2003, a nome di tutta la comunità locale di Bolzano, Silvano Dal Ben ricevette un encomio solenne ed un omaggio della Provincia autonoma alla presenza del suo presidente Luis Durnwalder e del vice Michele Di Puppo e degli alti gradi della Finanza. “Lei suggerì quella nuova misurazione – disse allora Durnwalder rivolto al maresciallo – consegnando di fatto alla comunità altoatesina una testimonianza storica preziosissima. Lei ha contribuito a conservare qualcosa di bello e di storico, un reperto di importanza mondiale che ogni anno registra la visita di oltre 300mila persone”.

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Giovedì 11 Gennaio 2018- ore 15,00- sala civica di Vago

CULTURA                                       Schermata del 2018-01-20 12-15-42IMG_1731
Storia dei cimbri veronesi
prof. Giancarlo Volpato

Viene chiamato Cimbro quel popolo che, nel 1287, con il vescovo Bartolomeo Della Scala, proprietario di territori della Lessinia, ebbe il permesso di risiedervi con l’obbligo di “runcare” la terra, cioè dissodare e rendere fertile. Provenienti dalla Baviera e, in parte minore, dalla Bassa Sassonia, a causa di difficoltà colà pervenute, quei boscaioli s’installarono nella zona di Roverè Veronese (allora Roburedum Velli). Furono fedeli servitori dei Della Scala, dei Visconti e, poi, della Repubblica della Serenissima. Costituirono contrade, luoghi, territori (“I Tredici Comuni della Montagna Alta del Carbon”): da qui l’onomastica, la toponomastica, alcuni usi e costumi, il folklore, le saghe, ecc. Non vi sono documenti scritti in cimbro sino al ‘700: segno della probabile incapacità di leggere e scrivere. Nella seconda metà del ‘500 iniziò la diaspora: a poco a poco – per difficoltà economiche, coprattutto – essi si spinsero più a Sud e già alla metà del 1400, apparvero i primi segni della loro presenza a Giazza. Ma la ragione maggiore della diaspora furono i matrimoni con donne non cimbre.Ora questa minoranza è assai poco presente nella sua integrità; persistono: onomastica, toponomastica, qualche saga. Pochissimi i parlanti.

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