Giovedì 05 Aprile 2018 ore 15.00 sala civica di Vago

STORIA E TERRITORIO Schermata del 2018-03-24 16-14-57video-play-button
San Briccio, i 100 anni
dopo il forte .Un paese
costretto ad inventarsi
di nuovo il proprio futuro.
Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà

Renzo Zerbato e Giuseppe Corrà illustreranno questo loro nuovo progetto di ricerca che ha il sostegno dell’Università Popolare di Lavagno in quanto va ad aggiungersi al lavoro d’indagine che essi hanno già ben avviato sul territorio di Lavagno e che è confluito nei libri già dedicati alle frazioni di Vago, San Pietro e San Briccio.
Con la realizzazione del forte e l’abbattimento della vecchia prebenda parrocchiale, la comunità di San Briccio rimase senza opere parrocchiali e senza la propria chiesa mentre si poneva la necessità di recuperare tutto ciò che si poteva della chiesetta arrampicata sul colle in quanto avrebbe potuto servire per quella nuova.
In paese cambiava, però, anche l’organizzazione della vita per la presenza di una guarnigione di soldati al forte, per le loro necessità che andavano ad aggiungersi alle servitù che la fortezza imponeva sui terreni attorno. Tutto questo in un periodo di storia che è interessato da due guerre mondiali.
In fine, la progettazione e la realizzazione delle nuove opere, in aggiunta alle esigenze diverse rispetto al passato, portarono talvolta anche a situazioni conflittuali in mezzo alle quali si trovarono pure i parroci di San Briccio chiamati ad occuparsi pure di realtà non strettamente inerenti al loro ufficio, come, ad esempio,dell’asilo infantile.
Tutte queste realtà sommariamente accennate formano il vasto campo di indagine del progetto che va dall’inizio del ‘900 alla sua fine.
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Giovedì 15 Marzo – ore 15.00 – sala civica di Vago

EDUCAZIONE ALLA SALUTEP1080978_DxOvideo-play-button
Medicina Complementare e
Alternativa
Dott.ssa Anna Benini
Farmacologia, Dipartimento di Diagnostica
e Sanità Pubblica Università di Verona

Nel corso degli ultimi decenni si stanno diffondendo nel mondo occidentale, in misura sempre più estesa, diversi tipi di trattamenti, rimedi e filosofie terapeutiche, come ad esempio l’omeopatia, la medicina tradizionale cinese, l’osteopatia, l’agopuntura, la chiropratica, la medicina ayurvedica e la fitoterapia che non sono riconosciuti nel contesto della medicina ufficiale. Le teorie alla base di queste pratiche rappresentano approcci alla gestione della salute e della malattia che differiscono fortemente dalla prospettiva su cui si fonda la medicina ufficiale e sono considerate un sistema di pratiche per le quali non esiste prova di efficacia o, se sono state sottoposte a verifica sperimentale è stata ravvisata  l’inefficacia e per talune di esse anche la pericolosità.
Queste discipline hanno radici antiche e considerano l’individuo nella sua completezza di corpo e spirito (concezione olistica). Si considera che In Europa non meno di cento milioni di persone fanno regolarmente uso di prestazioni sanitarie di Medicine Non Convenzionali a livello prescrittivo e curativo.
Parliamone…

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Giovedì 08 Marzo – ore 15.00 – sala civica di Vago

LINGUAGGIO POETICOSchermata del 2018-03-04 09-43-15
Poesia tra colori ed emozioni
Poesie accompagnate da musiche
ed immagini di foto e quadri
Annamaria Iaci di Feudonovo e Silvana Barbati

La poesia è quell’arte che crea emozioni, che tocca sia l’aspetto visivo che quello razionale; l’accostamento tra fotografia, pittura, musica e linguaggi poetici apre nuovi orizzonti ai nostri sentimenti, in una sinergia che conduce a sensazioni nuove e che crea un forte impatto emotivo. Come disse Voltaire: “La scrittura è la pittura della voce”.

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Giovedì 22 Febbraio 2018 – ore 15,00 – sala civica di Vago

TESTIMONIANZE DI200px-Logo_UNITALSIvideo-play-button
VOLONTARIATO
Unitalsi: un lume acceso
Giorgio Girlanda

Verrà presentato al nostro pubblico il ‘gruppo unitalsi’  e verrà illustrato il lavoro svolto dedicato alle persone che hanno bisogno di aiuto… ci verrà spiegato cosa significa ‘candela accesa a fianco dell’ammalato’ e un bellissimo video testimonierà il loro operato.

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Giovedì 15 Febbraio 2018 – ore 15,00 – Sala Civica di Vago

STORIADSCN9548
Carità pubblica e Carità privata video-play-button
in età moderna:
povertà e infanzia abbandonata
dott. Elvira Chiosi e dott. Aniello D’Iorio

Antico come il mondo, nell’età della globalizzazione il problema della povertà si presenta drammaticamente anche nei paesi considerati ricchi. Dopo lunghi anni di una crisi non solo economica oggi più che mai si avverte la difficoltà di comprendere e definire i termini che descrivono l’ampio universo di questo fenomeno. Ricostruire, sia pure per grandi linee, la storia di alcune politiche di contrasto alla povertà messe in atto nell’età moderna può aiutare la riflessione sulle sfide dei tempi contemporanei. Il rinnovamento storiografico, avviato a partire dagli anni Sessanta del Novecento, ha portato all’attenzione e alla sensibilità delle nuove generazioni di storici i temi della indigenza, dell’emarginazione sociale e dell’assistenza. Dal XVI al XIX secolo sorsero numerose istituzioni di beneficenza, non solo ospedali per ogni sorta di malattia, ma anche ospizi per l’infanzia abbandonata. Tra le numerose iniziative avviate nelle principali città italiane quella della Santa Real Casa dell’Annunziata a Napoli riveste una rilevante importanza per le quattro opere in essa offerte: l’ospedale, la ruota per accogliere i bambini esposti e poi allevarli, il conservatorio per le fanciulle, la Chiesa. La sua storia si intreccia con quella della Città e del Regno e l’attraversa per tutta l’età moderna, offrendo la rappresentazione della presenza dei ceti urbani nella vita non solo religiosa, ma anche economica e politica della capitale, con un ingente patrimonio di terre, rendite e feudi e la creazione di un Banco di deposito e di erogazione del credito, sul modello dei Monti di Pietà dell’intera Penisola. Ancora oggi, dopo radicali mutamenti, è forse uno dei luoghi più amati dal popolo.
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Giovedì 08 Febbraio 2018 – ore 15,00 – sala civica di Vago

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Dalla Persia all’Iran: alla
scoperta di un paese leggendario
proiettato nel futuro.
Giorgio De Carli

Persia, un nome che evoca il fascino di imperi scomparsi, di una cultura millenaria, di città favoleggiate.
Un Paese dove vecchio e nuovo, passato e presente si mescolano in un modo affascinante.
Oggi la Persia si chiama Iran.

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Giovedì 01 Febbraio 2018 – ore 15.00 – sala civica di Vago

IL LINGUAGGIO DELLA NATURA Schermata del 2018-01-26 10-07-29
Numeri in cucina
prof. Marco Costanzi

Matematica in cucina
La matematica, disciplina apparentemente così difficile e insipida, viene proposta in questo incontro come un gustoso e attento studio che inizia dall’osservazione di alcuni oggetti ed ingredienti presenti nelle cucine di ogni casa! Un percorso che nasce dalla scoperta, dall’osservazione, dal gusto e dalla ricerca della bellezza.
Cosa c’entra in tutto questo la matematica? Ebbene sì, questa lezione vuole presentare la “matematica nel piatto”, partendo dalla scelta degli ingredienti (materie prime naturali) fino ad arrivare alle quantità e alle proporzioni nelle ricette. Un’esplorazione che illustra curiosità e argomentazioni matematicamente inaspettate, che fanno assumere all’ ambito matematico un ruolo di eccentrico protagonista. Le forme, i numeri e le proporzioni sono gli elementi necessari per la creazione di elaborazioni culinarie che appagano gusto, profumo e vista. La cucina può quindi ispirare il pensiero matematico, ma allo stesso tempo la matematica può ispirare ogni chef così come ogni artista e ogni attività creativa.
Una breve immersione matematica che incuriosisce ogni scettico e che, forse, può “far digerire” qualche argomentazione trattata nei diversi percorsi scolastici. Un sapore rotondo e pieno della cultura scientifica che appaga il desiderio di conoscere e approfondire, in maniera semplice ed esaustiva, tematiche connesse alla creazione di pietanze.video-play-button

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Giovedì 25 Gennaio 2018- ore 15,00- sala civica di Vago

TERRITORIO E ISTITUZIONIIMG_2070
Diritto tributario: La tassazione comunale
arch. Simone Albi

Il Sindaco del comune di Lavagno, architetto Simone Albi, ci illustrerà e ci spiegherà contenuti e modalità applicative di alcune imposizioni fiscali comunali, che in questi ultimi anni sono al centro dell’attenzione dei cittadini, perché toccano direttamente il portafoglio delle famiglie. Inoltre le denominazioni date a queste tasse, cambiano spesso e noi cittadini talvolta le confondiamo e comunque ne conosciamo poco dei meccanismi di calcolo.

IL SISTEMA TRIBUTARIO DEGLI ENTI LOCALISchermata del 2018-01-20 12-15-42
LA IUC (Imposta Unica Comunale)
LA TASI (Tributo per i servizi indivisibili)
LA TARI (Tassa sui rifiuti)
ESEMPI DI CALCOLO E RELATIVE ALIQUOTE
LA RISCOSSIONE DEI TRIBUTI LOCALI

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Giovedì 18 Gennaio 2018- ore 15.00 -sala civica di Vago

TRA STORIA E CRONACA_MG_8189_DxO_DxO
Silvano Dal Ben ed il giallo di Otzi
La mummia di Similaun
prof. Giuseppe Corrà

Il maresciallo della Finanza Silvano Dal Ben, deceduto il 26 settembre 2014, è stato l’uomo che, grazie alla propria competenza e conoscenza dei luoghi in cui venne trovata la cosiddetta “Mummia del Similaun”, (Ötzi, più familiarmente), è riuscito a far tornare in Italia questo importantissimo reperto preistorico a cui Bolzano ha dedicato un piano completo nel nuovo Museo Archeologico dell’Alto Adige. Ma non è stata facile la battaglia innescata da questo veronese per giungere al riconoscimento della “italianità” dell’antenato venuto dal ghiaccio. Dal Ben, originario di Rovere, all’epoca del ritrovamento (il 21 settembre del 1971) era comandante della stazione del Soccorso alpino di Certosa in val Senales. Ai suoi finanzieri spettava anche il controllo di una parte dei confini nazionali. Le sue certezze che la tomba di Ötzi era in territorio italiano andavano, infatti, a cozzare contro la frettolosa decisione con cui i Carabinieri del luogo avevano demandato alla Gendarmeria austriaca le indagini su quel ritrovamento denunciato dai coniugi Erika e Helmut Simon di Norimbergaal gestore del rifugio Vent in Val Senales. Ma, alla fine, gli stessi cartografi austriaci, saliti sulla montagna per certificare i fatti, grazie alle loro triangolazioni dalle piastre di confine, gli dovettero dar ragione: Ötzi aveva dormito per secoli in territorio italiano per 92 metri e sessanta centimetri rispetto al confine di Stato. Però, anche dopo questo riconoscimento ufficiale, le autorità austriache non mollarono in fretta la loro preziosa preda. E ci vollero quasi sette anni prima che tutti i reperti legati alla scoperta giungessero a Bolzano: era il 16 gennaio 1998. Il 17 giugno del 2003, a nome di tutta la comunità locale di Bolzano, Silvano Dal Ben ricevette un encomio solenne ed un omaggio della Provincia autonoma alla presenza del suo presidente Luis Durnwalder e del vice Michele Di Puppo e degli alti gradi della Finanza. “Lei suggerì quella nuova misurazione – disse allora Durnwalder rivolto al maresciallo – consegnando di fatto alla comunità altoatesina una testimonianza storica preziosissima. Lei ha contribuito a conservare qualcosa di bello e di storico, un reperto di importanza mondiale che ogni anno registra la visita di oltre 300mila persone”.

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